
I "consigli di visione" di Mymovies dopo una partenza da "sì" sono passati ad un grigetto e timido "ni". Allora, iniziamo smentendo subito le statistiche del pollo: Viola di mare merita un sonoro assolutamente sì, non fosse altro per l’importante testimonianza storica che porta in scena in questo 2009 italiano trasudante di allarmante omofobia. Si dovrebbe anzi proporlo nelle scuole come avverrà in America per Milk, la cui storia, a prescindere dalla critica cinematografica, dovrebbe andare a costituire -insieme a mille altre- parte del bagaglio culturale di OGNUNO, dal momento che l’ignoranza continua ad essere matrice indiscussa di violenza.
Indubbiamente, inoltre, il valore registico di questo film è notevole e le attrici sono magistrali: poetico senza scadere nel facile brivido dell'emozione preconfezionata, mescola sapientemente i profumi, i colori e i ritmi di un'isola a quelli paralleli del dipanarsi di un sentimento atipico e più brullo di quella stessa terra, rigida nelle sue "leggi-tradizioni" che sembrano resistere indifferenti a quanto tutto intorno muta e s'affacenda -natura e persone-. Ma l'istinto sa dove muoversi come l'onda ribatte e scolpisce la sua pietra, anche se si è a Favignana, anche se si è nell''800.
Quante Angele e Sare sono nate, morte e già risorte in altre, le loro storie percorrono i secoli, solo indossando altri costumi o combattendo altre battaglie. Sempre in lotta, però. Perché ciò che invece non muta sono gli "spettatori", di sala e di strada, che "da fuori" osservano e giudicano. E sempre a sfuggire è quel nesso con la natura che Donatella Maiorca ci ha dipinto così bene, la naturalità di un legame antico come il mondo.
Quegli "spettatori" che l'altroieri bruciavano, ieri internavano, oggi pestano nel mondo occidentale e lapidano in quello orientale; ma anche quegli spettatori che in sala a vederlo non ci entrano neppure, perché "le storie dei gay lasciamole ai gay" e quelli che in sala c'erano ma durante le scene di sesso parlavano per disperdere un imbarazzo che saltava quattro file di poltrone o che con i loro commenti esplicitavano di non conoscere affatto la differenza che intercorre tra l'identità di genere e l'orientamento sessuale e che confonderebbero senza dubbio il trans Natalie e la mia amica Anna, quelli che anche non odiano ma a cui "non interessa", e chi non conosce postula blaterando e rende ogni giorno un po'più povera questa già impoverità società.
Benvenuta Viola di Mare dunque, che è attuale oggi forse più di allora, ed è diretto proprio a chi se per molti versi giudicherebbe quella proposta sullo schermo una cultura "similbarbarica", non se ne discosta poi così tanto quando si tratta di sollevere la voce per dei diritti "civili" in questo nostro incivile paese.
Voci cinguettanti e pelose mi hanno informato dell'apertura di questo (bel) blog. La tua scrittura è bellissima, letteraria. Ti prego, aiutami a farti leggere con maggiore facilità. Il viola sul nero è difficile da leggere! :) Ritornerò, senza dubbio. Baci
RispondiEliminaKaos
Kblog.it
sicuramente cambierò appena tirerò un attimo di fiato. potrei provare giallo su verde? =P
RispondiElimina